Mi sono arresa

Non sono famosa per la mia capacità di far regali. Manco di empatia e di inventiva, non sono un drago nelle tempistiche, sono pure avara.

Mi sono ridotta oggi ad andare al centro commerciale alla ricerca di un pensierino per le mie amiche, qualcosa di personale e piccolo da poter essere nascosto dentro un bicchierino da shottino. Ma il traffico, la mancanza di parcheggio e di voglia mi hanno fatta tornare indietro.

Riceveranno una bottiglia di liquore alla banana e un bicchiere vuoto, tutte lo stesso, tutte accorpate in un unico grande fallimento che è la mia capacità di essere festosa e natalizia.

IMG_20171221_222958

Casa mia è vuota, solo due fiocchi di neve di plastica alla porta per non sfigurare davanti ai condomini, ma dentro è spoglia e nuda come il giorno in cui sono entrata.

IMG_20171222_164218.jpg

Mi sono arresa. Al tempo? Al lavoro? Alla pigrizia? Alla stanchezza? Forse a tutto insieme.

Non vedo l’ora che arrivi l’otto gennaio, per mettere una pietra sopra a tutto e dar la colpa alla frenesia della vita moderna se non mi presento ad aperitivi, feste, cene; se non rispondo ai messaggi, se mi dimentico un compleanno.

Tremolante attesa

Dovrebbe essere trepidante ma in realtà io sto tremando, dentro e fuori. Sarà perchè mi ostino a dormire senza calzini.

Ho fatto la risonanza magnetica con contrasto e l’ecografia addominale. Nè il radiologo nè il tizio dell’ecografia sono saltati sulla sedia gridando “Oddiossanto” quindi è andata meglio del previsto, anche se non so niente perchè i referti arrivano direttamente al medico e ancora non ho ricevuto una spiegazione, ma nemmeno un indizio o un biglietto promozionale “compra una bara, la corona di fiori è in omaggio!”.

Intanto, rassegnata ad una vita breve e intensa di cacca, ho iniziato a mandare il mio curriculum ad aziende del circondario, anche per mansioni per cui non ho esperienza ma che mi piacerebbe ricoprire. Qualcuno mi ha scartata, qualcuno mi ha chiamata per un primo colloquio.

In ufficio serpeggia malumore, si sta formando un gruppo pronto ad insorgere… contro chi non si sa, visto che i soci sono in guerra fredda tra di loro e non si capisce più contro chi bisogna prendersela. Ovviamente io sono dentro al gruppo dei rivoltosi con tutte le scarpe, tanto se me ne devo andare meglio essere lincenziata (che furbastra che sono).

Una vita di tese attese, tese a cosa non si sa.

Breve guida pratica sul come ottenere qualcosa

Oggi una storia breve (ma intensa).

É da oltre una settimana che chiedo al mio capo di farmi avere del materiale per dei lavori (che scadevano ieri).

Dopo essere stata rimbalzata ad altra gente e poi ignorata per giorni, la scadenza è passata e io ho mandato una mail in cui notificavo la scadenza, la mia impossibilità a risolvere la cosa, insieme alla richiesta che il mio capo si mettesse al lavoro per fare lui quello che era impossibile a me.

Alle 12:06 mi è arrivata una mail che non solo abilitava il mio account ad accedere al materiale, ma mi promuoveva amministratrice di tutto, così che il mio capo potesse continuare a non farlo.

Morale:
Quando ami qualcuno lascialo libero, se ti ama tornerà da te
Quando vuoi fare qualcosa delega a qualcun altro, se possibile lo faranno fare a te.

Cronotassi o “le cose che mi intrippano 2”

Come sempre oggi mi sono imbarcata in un viaggio mentale che mi ha portato a scoprire l’esistenza e il significato della parola cronotassi:

elenco ordinato cronologicamente di persone succedutesi in una carica. Usato specialmente nelle successioni di vescovi

Ora, a me che sono ignorante come la ghiaia, cronotassi fa pensare a dei tassi che fanno nuoto sincronizzato. Quindi, per evitarvi brutte figure alle cene con gli amici ecco l’etimologia della parola:

dal greco antico chronos, tempo, e taxis, ordine

valeriona

Come l’ho fatto

Nicole, mia non più tanto giovane rosellina di campo, perché ti interessi all’ordine cronologico delle successioni dei vescovi? É presto detto!

Al lavoro, siccome siamo sparsi per tutta Italia, utilizziamo una chat per comunicare tra noi. Comunicare è una parola grossa, un gruppo di sfigati (di cui sono il capitano) scrive cosa c’è da fare, chiede aiuto, invita il gruppo a svolgere determinate attività; mentre la maggioranza degli altri scrive minchiate, pubblica notizie di dubbia qualità, avvisa i colleghi di Treviso che va a prendere un caffè (ma lui sta nell’ufficio di Roma, chi cazzo se ne frega del suo caffè?).

In questa chat c’è la possibilità di mettere uno status, utile per segnalare gli altri che sei in riunione o al telefono e quindi non puoi rispondere, oppure che sei in ferie e non vuoi rispondere, o ancora che sei di cattivo umore e vuoi essere contattato solo per le cose veramente importanti e non ti interessa se il cane del responsabile marketing ha fatto la cacca a forma di cuore.

Io mi prendo la libertà di usare lo status per far ridere quelle anime pie che si prendono la briga di leggere cosa scrivo, quindi ogni settimana mi ingegno per scrivere qualcosa. E oggi stavo giust’appunto cercando una citazione simpatica da mettere, quando ho deciso di ricorrere ad Attila di Abatantuono, che nella sua semplice cafonaggine mi ha fatto tanto ridere… e così, tra le citazioni di wikipedia leggo “Dove passo io non cresce più l’ebba, caro” che è perfetto, visto che gli ultimi tre progetti in cui ho lavorato sono falliti e/o hanno smesso di saldare le fatture (con uno siamo arrivati in tribunale). I miei colleghi mi prendono in giro per questo mio super potere di far fallire i progetti, intanto ho guadagnato un incarico interno che mi porta a lavorare spesso da sola, cosa che devo dire non mi dispiace…

Comunque, wikipediando su Attila mi imbatto nella storia delle VHS ritirate a causa, si dice, della nudità di Rita Rusìc, sposata con Cecchi Gori che ne era molto geloso. Lo stesso Cecchi Gori che divenne convivente della Valeriona nazionale my-idolo-meme-vivente (baci stellari Vale!). La Marini s’è sposata poi con un tizio X inutile nella nostra avvincente storia, tizio che però era già sposato in chiesa, motivo per cui la Sacra Rota (e qui mi immagino un rotolone di carta igienica fatto d’oro che scende dal cielo oltrepassando il cancello sorvegliato da San Pietro che beve Lavazza) ha dichiarato nullo il matrimonio. La Sacra Rota è composta da uditori, officiali e decani, decani di cui viene indicata la cronotassi… TA DA!

Molta gelosia

Considerate questo post come il sequel di Gelosia.
Come il suo predecessore, questo post è lungo, pieno di pensieri negativi e parolacce.

Nulla mi impedisce di pensare che ieri io sia stata cornificata.

Verso le 20 mi è arrivato un messaggio di Brontolosauro. Inaspettato, visto che ci eravamo sentiti poco prima. Inaspettato, visto il contenuto vagamente romantico che esula dal carattere dell’Erbivoro.

Passo indietro: Brontolo è partito sabato mattina per una vacanza di 4 giorni in Molisn’t, con 2 suoi colleghi maschi e 1 collega puttana donna, per raggiungere un loro ex-collega che vive la. Per l’occasione ha preso ben 2 giorni di ferie, diminuendo il suo infinito deposito di ore che credevo volesse portarsi nella tomba (leggersi: non si prende nemmeno 5 minuti di permesso per venire a salvarmi da un incendio, ma 2 giorni per andare in Molise senza di me li ha presi subito).
Io sono stata invitata, dopo aver sbottato alla notizia ovviamente, ma ho rifiutato perchè il ragazzo che li ospita mi sta antipatico, la vacca ragazza che è con loro mi sta mooooolto antipatica e poi sarei stata l’unica “fidanzata di” (leggersi: gli altri elementi del gruppo vacanze dotati di fidanzata CASUALMENTE hanno deciso di non partire… ma il mio ragazzo no, non gli è manco passato per l’anticamera del cervello).

Insomma, ieri mi arriva questo messaggio corredato di “mi manchi” e “non vedo l’ora che sia martedì per rivederti” dopo il quale io da persona adulta e matura quale sono mi sono trattenuta dal:

  • lanciare il telefono contro il muro
  • rispondere che se non fosse partito non gli sarei mancata
  • rispondere che se fosse partito con me mi avrebbe vista tutti i giorni
  • mentire e rispondere che io senza di lui sto benissimo e spero non torni mai più
  • chiedere quante volte aveva scopato con quella troia sgualdrina prima di sentirsi in colpa e scrivermi quel messaggio
  • chiedere quale dei suoi colleghi gli avesse fatto uno scherzo rubandogli il cellulare

Alla fine ho risposto dicendo la verità: che non mi aspettavo quel messaggio e che anche lui mi mancava.

Ora… io sono comunque convinta che ieri sia successo qualcosa per cui lui ha provato dei sensi di colpa, e ha cercato di pulirsi la coscienza con quel messaggino.
Mi sono immaginata uno scenario in cui la baldracca sua collega gli fa delle avance e lo provoca, lui da ex scapolo d’oro non sa come gestirla (leggersi: sono la sua unica conquista, è stato abbastanza facile circuirlo e convincerlo a stare con me, se ce l’ho fatta io ce la fa anche lei) e alla fine cede. Magari ad un bacio. Magari a qualcos’altro.
Scatta il senso di colpa, parte l’sms riparatore.

In aggiunta, verso le 22 gli telefono perchè guidando la sua macchina ho avuto dei problemi. Non mi ha risposto. Mi ha chiamato un’ora dopo, dicendo che aveva lasciato il telefono in carica nell’altra stanza e non aveva sentito. Aveva una voce stranissima, come se si fosse appena svegliato e stesse dissimulando.
Magari si era appisolato dopo cena. Magari dopo un giorno a Termoli, col mare mosso e il vento, gli si era abbassata la voce. Magari dopo aver fatto sesso con quella lurida schifosa ragazza si era addormentato e appena riaperti gli occhi ha pensato di chiamarmi per giustificarsi. Magari gli era andata la saliva di traverso. Magari la linea era disturbata ed ero io a sentire male, mentre lui era normalissimo.

Già me lo immagino: stasera quando tornerà a casa mi porgerà un pacchettino, magari un braccialetto o un paio di orecchini con qualche pietruzza, oppure un sacchetto di biscotti fatti a mano dall’unica donna vergine del Molise, o una qualsiasi altra cosa che costasse meno di 5 euro… poi mi proporrà di andare a cena fuori, o addirittura di spendere soldi in più (sacrilegio!) per farci portare qualcosa di sfizioso a casa così da poter fare l’amore brilli e addormentarci abbracciati perchè queste 3 notti senza di me sono state quasi insopportabili.

COSÌ SI SENTIRÀ A POSTO CON LA COSCIENZA, EH???

Sono matta. Non ho prove. La colpa è mia che non ho fiducia in un uomo che non mi ha mai dato motivo di dubitare. Ho paura di queste cose perchè in realtà sono io che lo voglio tradire e rifletto su di lui i miei sensi di colpa.
Già leggo i vostri commenti.

Il fatto è che in realtà io non sono gelosa di tutte. Non è che ogni donna che gli parla o gli manda un messaggio o lo guarda per strada è automaticamente una sua amante.
Ci sono due persone delle quali ho sempre dubitato e che da sempre mi hanno infastidita: la tipa che lavorava con lui prima e che adesso sta in Portogallo e gli scrive gli sms di sera; la tipa che lavora con lui adesso e in ogni foto è di fianco a lui, braccia che si toccano, teste troppo vicine.

E non sono mica le uniche due donne con cui ha a che fare… in università lavorava solo con donne, ma l’unica a destare i miei sospetti era lei. Lei che ha un passato da provocatrice di uomini fidanzati, lei che gli scrive di notte, lei che mi incrocia per strada e ridacchia con la sua amica.
Anche adesso potrei saltare alla gola di tutte le sue colleghe: la polacca? La milfona? La trentenne alternativa con cui smezza le sigarette in pausa pranzo? No, solo lei, quella che si fa i selfie con lui, quella che gli scrive cazzate su skype durante l’orario di lavoro, quella che è già andata a letto con un collega solo una volta, solo per sfizio, e non si fa scrupoli a sedurre gli uomini altrui.

Sono ancora matta?

Sicuramente sono cogliona, perchè di tutto questo a Brontolo dirò un 5%, col rischio di vivere da cornuta (ma tanto non saprò mai la verità) e di venir tradita ancora e ancora e ancora, perchè prendersi gioco di me è tanto facile.

No, non gli ho impedito di andare in vacanza perchè non sono la sua padrona e non sta a me decidere cosa lui possa o non possa fare. Ovviamente gli ho esposto i miei problemi riguardo il suo viaggio e alla compagnia con cui partiva, ma la decisione non spettava a me.

Si, il discorso che per non si prendere ferie e per gli altri si (che è un problema vero e non un mio film mentale da disturbata) lo affronterò sul serio e senza fare la Drama Queen.